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La tecnologia DAB+ nelle gallerie svizzere

In Svizzera l’USTRA – Ufficio Federale delle strade – ha appena annunciato che nel contesto del passaggio dalla radio analogica a quella digitale doterà della tecnologia DAB+ circa 200 gallerie di lunghezza superiore ai 300 metri; progetto da realizzare entro fine 2018 con un investimento di circa 30 ml di franchi.

Una ricezione radio di buona qualità nelle gallerie non è funzionale soltanto al comfort dei viaggiatori, ma anche alla sicurezza in caso di emergenze nei quali contesti si possono interrompere i programmi per trasmettere comunicazioni sul traffico e altre informazioni riguardanti la mobilità.

L’operazione sarà realizzata con il sostegno e l’assistenza tecnica dell’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) e dei concessionari radiofonici interessati. L’USTRA metterà gratuitamente a disposizione di tutti i concessionari l’infrastruttura di trasmissione.

Raggiunta quota 2.5 mln di radio digitali in Svizzera

A fine 2015 sono state vendute 454.000 radio digitali DAB+ in Svizzera – GFK/MCDT –  con una percentuale di incremento rispetto agli anni precedenti pari al 20%. Per cui oggi ci sono in circolazione circa 2.5 milioni di ricevitori digitali.

Il 65% delle auto hanno la radio DAB+ in dotazione “di serie”.

On air nel territorio svizzero si possono ascoltare 90 programmi in Fm e in DAB+, parte di questi esclusivamente ricevibili con un ricevitore digitale DAB+.

Gli europei preferiscono l’ascolto della radio in digitale

Ieri in Gran Bretagna, sono stati pubblicati gli ultimi dati d’ascolto della radio: Rajar Q4 2015. Nei 12 mesi precedenti sul totale dell’ascolto, quello in digitale è cresciuto del 10% (dal 37,9% al 41,7%) mentre l’ascolto analogico decresce e passa al 50,6%, dal 56,4% del 2014. Sul totale dell’ascolto in digitale, prevale l’ascolto con la radio DAB (66%), per cui oggi gli inglesi che possiedono una radio digitale DAB sono il 54% del totale popolazione (erano il 48,9% a fine 2014). Quindi in continua crescita.

Oggi in Svizzera, il gruppo di lavoro DigiMig, istituito dall’Ufficio Federale delle comunicazioni, ha pubblicato il 2° report sui progressi della diffusione della radio digitale in previsione del passaggio dall’analogico al digitale a partire dal 2020. Il dato più importante è che la metà degli svizzeri (49%) ascolta la radio in digitale, preferita a quella analogica. Un altro dato di particolare rilevanza è il fatto che ci sia aumento della diffusione della radio digitale  soprattutto nel cantone italiano e francese . Aumenta il numero  dei giovani (dai 15 ai 24 anni) che preferiscono la nuova tecnologia digitale.  In ufficio e a casa  l’ascolto della radio in digitale (DAB+ o internet) ha superato quello analogico – più usato il DAB+ in ufficio, in casa quello via internet.

In auto domina la radio digitale DAB+!

Sempre più “suoni perfetti” da Oltralpe!

In Svizzera nel 2014 sono stati venduti circa 382.000 apparecchi DAB+ il che porta quasi a raggiungere la soglia dei 2 milioni  di ricevitori presenti nelle case e nelle auto svizzere. E tu cosa aspetti…?!

Il futuro della radio in Svizzera è digitale

Il gruppo di lavoro Migrazione digitale (DigiMig) ha pubblicato il rapporto sull’abbandono delle OUC (Onda Ultra Corte) a favore del DAB+.

Sotto l’egida dell’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), un gruppo di lavoro formato da rappresentanti della SSR e delle radio private svizzere ha elaborato uno scenario per il passaggio a lungo termine dalla radiodiffusione analogica su OUC a quella digitale via DAB+. Gli esponenti del gruppo di lavoro hanno consegnato il loro rapporto alla consigliera federale Doris Leuthard.

Il rapporto «DigiMig» delinea, con 15 raccomandazioni concrete, una possibile migrazione dalle OUC al DAB+. Secondo il gruppo di lavoro, entro il 2024 gran parte dei programmi radiofonici in Svizzera sarà diffusa in digitale via DAB+, permettendo così la progressiva disattivazione dei trasmettitori OUC. Per il passaggio propone le seguenti due fasi principali.

Fase 1 fino al 2019: prevede misure concrete soprattutto nel campo della comunicazione e del marketing al fine di promuovere la fruizione a casa o in auto di programmi radiofonici digitali di ampia diffusione. La nuova legge sulla radiotelevisione (LRTV) darà inoltre un sostanziale impulso alla promozione delle tecnologie. Questa fase sarà accompagnata da una ricerca ad hoc sull’utenza.

Fase 2 dal 2020: prevede la disattivazione progressiva e coordinata sul piano regionale dei trasmettitori OUC. Tale processo mira a responsabilizzare il settore radiofonico, che sta mettendo a punto una convenzione in tal senso.

Il rapporto «DigiMig» intende servire da fondamento alle autorità e alle emittenti radiofoniche nella definizione del paesaggio radiofonico svizzero di domani, mettendo in atto la strategia di radiodiffusione digitale elaborata dal Consiglio federale già nel 2006. Si era allora constatato che le OUC, quale ultimo retaggio della tecnologia analogica, avevano raggiunto la capacità massima in un mondo radiofonico sempre più digitalizzato. Le possibilità tecniche si sono esaurite: in Svizzera mancano da tempo frequenze OUC libere e utilizzabili. Già oggi i programmi radiofonici della SSR e una buona metà di quelli delle emittenti private sono captabili, oltre che su OUC, anche in digitale via DAB +; alcuni persino esclusivamente in digitale.

All’inizio del 2013 il settore radiofonico ha dato vita insieme all’UFCOM al gruppo di lavoro Migrazione digitale (DigiMig). Il gruppo, le cui attività sono iniziate a marzo 2013, è composto dall’Associazione delle radio private svizzere (VSP-ARPS), dall’Unione romanda delle radio regionali (RRR), dall’Unione delle radio locali non commerciali (UNIKOM), dalla SSR, dall’UFCOM, dall’industria automobilistica e da rappresentanti di altri settori.